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Il Gran Maestro indica la parola d’ordine della Confraternita

Il Gran Maestro Loris Dall’Acqua ha condiviso con i confratelli l’analisi del fenomeno “Prosecco” e ha individuato gli elementi più adeguati per un futuro di valore del territorio.

“Il territorio collinare Conegliano-Valdobbiadene sta vivendo un momento economicamente felice, ma allo stesso tempo di grande confusione.

Il fenomeno Prosecco, questa grande famiglia allargata, dai confini con vocazioni agronomiche non ben definite, ha invaso i mercati senza però riuscire a comunicare le differenze tra le varie origini.

Questa omologazione rischia inevitabilmente di schiacciare e appiattire la denominazione storica Conegliano-Valdobbiadene. La Denominazione che nel corso di questi ultimi anni ha sviluppato e fatto conoscere il nostro vino nel mondo.

Nel 1946, quando è nata la Confraternita di Valdobbiadene, c’era la necessità di promuovere un territorio devastato dalla Guerra.

Oggi invece abbiamo il dovere di conservare e confermare tutto quello che è stato fin qui faticosamente costruito.

L’unica strada percorribile è una forte identificazione e comunicazione territoriale.

Per riuscire a far conoscere la nostra unicità e storicità è necessario uscire dalla confusione e per fare questo dobbiamo riappropriarci della nostra identità.

È stato dimostrato, soprattutto, dai produttori francesi che solo con il territorio si può vincere. Territorio che deve essere ben definito e ben tutelato.

Le colline del Conegliano-Valdobbiadene sono uniche e non possono essere confuse e condivise con nessun altro territorio “allargato”.

Non è un caso che questa nostra magnifica terra sia stata candidata dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità.

Perché questa candidatura non è rivolta solo a delle “semplici” colline, ma anche al lavoro modellante dell’uomo che nel corso dei secoli ha saputo disegnare una tessitura di un paesaggio incantato.

Questa è una grande opportunità, perché può diventare l’amplificatore della nostra comunicazione.

Lo sviluppo enoturistico potrà essere la nostra chiave di distinzione. È per questo che l’impegno di tutti (Istituzioni, produttori e cittadini) dovrà essere dedicato all’abbellimento, al decoro e alla sostenibilità ambientale.

Solo conquistando forza territoriale potremo guardare serenamente al futuro, perché i fenomeni vanno e vengono, mentre solo le realtà concrete e di sostanza vera durano nel tempo.

Come mi ha suggerito il critico Philippe Daverio durante il convegno organizzato dalla Confraternita di Valdobbiadene in occasione del 70° anniversario dalla Fondazione: “Per essere riconosciuti, bisogna creare il mito”.

Quindi, la parola d’ordine è: “TERRITORIO”.

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